I criteri di nomina bilanciati e il doppio grado interno di giudizio rafforzano le garanzie di imparzialità. Nel complesso, la riforma migliora i pesi e contrappesi istituzionali e accresce la fiducia dei cittadini nel sistema disciplinare e nello Stato di diritto.
LA RIFORMA RIDUCE I RISCHI DI:
Commistione dei ruoli tra chi governa le carriere e chi esercita il potere disciplinare
Corporativismo e
chiusura autoreferenziale del sistema di autogoverno
Conflitti di interesse
interni, con magistrati che giudicano disciplinarmente colleghi
appartenenti alle stesse correnti
Condizionamenti correntizi
nelle decisioni su carriere e sanzioni
Percezione di impunità
o di giustizia “interna” poco credibile
Perdita di fiducia dei
cittadini nel sistema disciplinare della magistratura
la riforma riduce il
rischio di autocontrollo non imparziale
del potere giudiziario
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