A quanto pare la domanda del momento è questa: quando la violenza diventa lecita? Semplice: quando fa comodo a qualcuno. Benvenuti nell’era del “diritto alla violenza”, il nuovo sport nazionale mascherato da lotta per i diritti.
Negli ultimi mesi si è imposto un dogma grottesco: se ti proclami difensore di un diritto, allora tutto ti è permesso. E così assistiamo allo spettacolo surreale di gruppi che, in nome delle cause più disparate, rivendicano una specie di licenza per devastare, intimidire, zittire. Basta dire “lo faccio per una minoranza” e puff, ogni limite scompare: occupazioni abusive, conferenze impedite, libri censurati, e naturalmente il consueto corredo di bombe carta, incendi, blocchi stradali e vandalismi vari. Tutto rigorosamente “etico”, ci mancherebbe.
Ma la parte più comica — si fa per dire — arriva dalla politica. Gruppi estremisti che giustificano la violenza? Nessuna sorpresa. Ma vedere PD, M5S, AVS e CGIL arrampicarsi sugli specchi con condanne infarcite di “ma… però… se…” è uno spettacolo indecoroso. Altro che difesa della legalità: qui si sta distribuendo un lasciapassare morale a chiunque urli più forte, trasformando i violenti in vittime e le vittime in colpevoli. Complimenti: una lezione magistrale di coerenza.
E allora, seguendo la loro brillante logica, tutto diventa possibile. Non ti piace il pensiero gender nelle scuole? Via libera all’indignazione militante. Non approvi i sostenitori dei palestinesi? Trattali come vogliono trattare gli altri. C’è un blocco stradale di professionisti della protesta? Beh, la teoria del “diritto alla violenza” apre scenari che nemmeno loro sembrano aver considerato. E se i giovani di destra adottassero le stesse maniere forti dei loro coetanei di sinistra, dovremmo forse applaudire al “diritto al dissenso fisico”?
È questo il capolavoro che i leader della sinistra radical-chic stanno confezionando: una società dove il diritto non è più uguale per tutti, ma modulabile in base a chi ti sta simpatico. Una società in cui la forza non è più un problema, ma un argomento.
Benvenuti nel mondo nuovo: quello dei “diritti miei”, difesi non con le idee, ma con il tacco, il gomito e — perché no — con la solita spruzzata di arroganza moralista.
Un futuro radioso, davvero. Per chi ama il caos ben confezionato.
Condivido a pieno é democratoco ed é consentito solo tutto quello che fa e propone la sinistra. Non esiste più una regola chiunque può dire quasiasi cosa e con presunzione e arroganza la impone agli altri.
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