domenica 23 marzo 2025

I PROBLEMI DEL CITTADINO: LE STRADE

 

Percorrere le nostre strade, spesso, significa fare un safari, e passeggiando sui marciapiedi si rischia di inciampare, immagino le donne con i tacchi. Non oggi, ma da sempre, con tutte le amministrazioni, la situazione della viabilità è pessima. I nostri amministratori di oggi, e quelli di ieri, non pongono mai la questione nel modo giusto, perché sanno! Mi sono sempre chiesto perché per loro, gli amministratori di ieri e di oggi, pur promettendo, durante le campagne elettorali, di interessarsi del degrado delle nostre strade, che utilizzano anche loro, non risolvono il problema? Ti diranno problemi di bilancio. No signori miei, o siete in malafede o siete stupidi. Io personalmente credo nella malafede, della serie "non svegliare il can che dorme". 

Ti diranno i tecnici: infiltrazioni di acqua durante le piogge, escursioni termiche, traffico pesante, ecc. In parte è vero perché le condizioni climatiche ed il traffico sollecitano il manto stradale, ma solo se le opere non sono fatte ad opera d'arte; se l'asfalto e il sottofondo stradale non sono adeguati la strada diventa vulnerabile. Questo significa che i materiali utilizzati non sono di qualità (ci sono norme tecniche UNI che stabiliscono questi parametri), ma una concausa sono gli strati troppo sottili e quindi una cattiva progettazione da parte dell' Ing. incaricato. Un'altra causa sono la realizzazione dei sottoservizi e il successivo ripristini fatti non a regola d'arte con conseguente cedimento del manto stradale.

La domanda che sorge spontanea chi dovrebbe controllare i lavori appaltati? La risposta è semplice, il Direttore dei Lavori nominato dal Comune, il quale dovrebbe controllare i materiali e l'esatta esecuzioni dei lavori in conformità al capitolato ecc.  Quindi se ci troviamo in questa situazione significa che il Direttore dei Lavori non ha controllato nella sostanza i lavori, e se non lo fa o è incompetente, o ingenuo perché di fida ad occhi ciechi dell'impresa esecutrice o complice. Questo problema dovrebbe essere attenzionato dalle autorità per indagare quanto meno se siamo in presenza di ipotesi di malaffare. Ripeto questo è un problema trasversale a tutte le amministrazioni.  Ma è possibile che i dirigenti ed i politici che vivono e vedono questo disastro non si pongono il problema? 

Non parliamo della pianificazione dei lavori da parte dell'amministrazione. Mediante appalto si realizza un rifacimento del manto stradale, fatto male ovviamente, e poi chiuso il cantiere dopo breve periodo si assegna un altro appalto per la realizzazione di sottoservizi, comportando lo scavo dell'asfalto da poco realizzato e poi rattoppato alla meglio.

Perché i giornalisti non approfondiscono la questione, perché non ci sono interventi delle opposizioni nei consigli comunali su queste questioni. Sembra che davanti ad una questione cosi evidente, ci sia il silenzio unanime. Le strade non realizzate a regola d'arte oltre ad impattare sulla qualità della viabilità, impattano anche sulla sicurezza, e ciò comporta costi, e la continua pubblicazione di bandi di gare. E' forse questo l'obiettivo?



giovedì 13 marzo 2025

La disfatta delle "Democrazie "

 

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Nel Vangelo di Marco  3 :24 troviamo queso insegnamento di Gesù: Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi; 25 se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi. Insegnamento che ritroviamo nella Torah in altri contesti: In Isaia 19,2, Dio parla della divisione interna dell’Egitto:“Metterò gli Egiziani l’uno contro l’altro; combatteranno fratello contro fratello, amico contro amico, città contro città, regno contro regno.” e in 2 Samuele 3,1, troviamo:“La guerra tra la casa di Saul e la casa di Davide durò a lungo; Davide andava fortificandosi e la casa di Saul andava indebolendosi.” Voi direte, cosa centra questo insegnamento di grande saggeza con la politica? L'insegnamento è pertinente oggi più che mai. La prima considerazione è che l'uomo non impara dalla storia, ma ripete sempre gli stessi errori. Una divisione in famiglia, porta ll'impoverimento dei membri della famiglia stessa oltre che alle lacerazioni dei apporti umani, come per la famiglia, anche le divisioni in una nazione, può portare ad un indebolimento del tessuto sociale.

Il "linguaggio" utilizzato nella dialettica politica definsice la qualità delle relazioni politiche. Oggi osserviamo come le controparti politiche in Italia si dividano tra macro schieramenti (centro destra e centro sinistra), e negli stessi schieramenti si registrano fratture. Il linguaggio utilizzato non è orientato né a comprendere le ragioni dell'altro per operare una sintesi utile alla collettività, al progresso del paese Italia, ma a deligittimare l'altro, manipolando l'informazione. Comunisti, fascisti, complottisti, clericali ecc. son espressioni che tradiscono non la volontà di costruire, ma di imporre la propria visione del mondo delegittimando l'altro. Infatti, quando assistiamo ai talk show televisivi, non assistiamo ad una dialettica sui contenuti, ma ad una serie di affermazioni prive di senso volte solo a sconfessare l'altro. Ossia non si affronta il problema con un processo di analisi per trovare o proporre una soluzione ad un problema ogettivo, ma si delegitima l'altro. Nel caos il cittadino perde e rimane solo con i problemi irrisolti, il politico guadagna il posizionamento nel suo partito e presso i suoi fedeli, e da ciò derivano i suoi privileggi.

Unico argomento che unisce gli "attori" protagonisti di questo teatro sono i "soldi" ovvero i benefici che porta loro la politica in modo traversale. A certificare questa triste verità è l'ultimo aumento approvato bipartisan che sale da 25 a 42 milioni l’anno, e solo l'intervento del presidente della Repubblica Mattarella ne ha contenuto l'incremento. Con un stratagemma hanno nell'apparenza diminuito l'aliquota, salvo poi decidere la ripartizione della quota  di quanto rimaneva nelle casse dello stato (non optata dai cittadini), come dire se il cittadino che non ha scelto di destinare nulla ai partiti, si vede suo malgrado attribuire il denaro in modo equo ai partiti, e ciò è scandaloso considerando l'auemnto delle astensioni; cirostanza gravissima ed immorale se consideriamo il deficit pubblico e i costi enertgetici che i cittadini comuni devono sostenere. Non trovano una sintesi sui problemi della sanità (loro hanno le assicurazioni private), sui problemi della sicurezza, della casa, del lavoro, ma trovano un accordo sulla ripartizioni dei SOLDI.!

Mentre la nsotra classe dirigente in Europa e nello specifico in Italia si divide, come utili idioti non si accorgono che è in atto un processo di "ISLAMIZZAZIONE" che facendo leva sulle nostre divisioni interne sta minando alle radici le nostra civiltà, e le conquiste liberali di secoli; la sinsitra -democratica in nome dei "diritti" si presta ad essere utilizzata come Cavallo di troia dall'islam più radicale che rappresenta tutto il contrario di ciò in cui la sinsitra in Europa ha combattuto. In mome della tolleranza e dell'integrazione, occupano abusivamente case, impongono la loro presenza ingombrante nelle nsotre piazze, molestono le nostre donne, riducono al silenzio le nostre tradizione, ecc. La destra-democratica è di contro impotente a contrastare l'immigrazione e l'imbarazzante presenza invasiva dei musulmani, perchè si pongono un problema di "immigrazione regolare" ed "immigrazione iregolare", ma non di chi facciamo entrare. Quando permetti l'immagrazione, indipendentemente se è regolare o iregolare, a culture non integrabili, ma che al contrario hanno un "progetto" tralaltro dichiarato, una cultura violenta ed animata dall'odio religioso, condanniamo la nostra società ad un futuro da medioevo. 

sabato 1 marzo 2025

L'Europa e Trump

 

Il 28 Febbraio 2025 il presidente Ukraino Volodymyr Zelensky ed il Presidente USA Donald Trump hanno avuto un bilaterale dalla conclusione inverosimile. Non mi piace l'arroganza di Trump e la sua scarsa diplomazia, ma non posso che condividere le sue intenzioni di tutelare gli interessi degli americani a non essere trascinati in una guerra dagli sviluppi imprevedibili. Tuttavia l'aspetto su cui rifletto è l'impatto che questa posizione determinata degli USA, unitamente alla politica sui dazi, potrà avere sull'Europa. L'Europa come progetto politico potrebbe implodere.

L'ostinazione dei paesi Europei a trazione Tedesca e Francese di perseguire un "pace giusta" personalmente non la capisco, ovvero faccio finta di non capirla. Cosa significa "pace giusta"? La pace giusta è possibile solo quando si sconfigge militarmente il nemico, ed in questo caso mi sembra irrealizzabile perché l'aggressione Russa ha fatto acquisire a Putin territorio e quindi una posizione negoziale di forza; inoltre non mi sembra che si possa  negoziare con un Dittatore, se tale lo riteniamo. Se per "pace giusta" l'Europa, non unita, e senza il sostegno USA, intende la sconfitta militare di Putin, occorrerà allora supporre la pianificazione di un intervento diretto, con uomini e mezzi, nella guerra ucraina da parte degli eserciti europei. Ciò comporterebbe una dichiarazione di guerra alla Russia.

Non credo che la "pace giusta" l'Europa voglia e possa conseguirla con le sanzioni economiche e le forniture di armi ad oltranza(a vantaggio delle industrie militari), considerando che gli embarghi sono un esempio di inutile pressione politica perché aggirabili con operazioni triangolari. Inoltre gli embarghi contro la Russia danneggiano solo i paesi europei (ne stiamo pagando il prezzo) ma non sono efficaci contro la Russia essendo un paese ricco di risorse ed alleato con economie quali la Cina, l'India, altri paesi asiatici e sudamericani, del medio oriente ecc. Quindi decodificando il linguaggio politico della tecnocrazia europea, non potendo costruire la pace giusta con la diplomazia e le pressioni economiche, l'unica opzione è l'intervento militare.

In realtà, ed esprimo una mia opinione, i "democratici europei" una sintesi tra popolari e socialisti, in linea con le direttive dei presidenti democratici americani per finire con Joe Biden, vogliono proprio parlare di "guerra" perché la corsa al riarmo che stanno promuovendo per i prossimi 5 anni dimostra che è l'unica opzione considerata. Del resto nel marzo del 2024 Macron dichiarò: Europa deve essere pronta alla guerra se vuole la pace (https://www.rainews.it/articoli/2024/03/macron-non-esclude-linvio-di-truppe-in-ucraina-tutte-le-opzioni-sono-possibili-europa-deve-essere-pronta-alla-guerra-1eda9a14-7923-49ff-882a-19ab57256b68.html). Cosa ne pensano i pacifisti? 

Perché i leader, anche italiani, non ne parlano apertamente? Perché non avrebbero il consenso delle rispettive opinioni pubbliche, soprattutto in ordinamenti come il nostro in cui la costituzione dichiara che l'Italia ripudia la guerra. Non  escludo, anche questa prendetela come una fantasia, che le intelligence europee possano provare a creare un "casus belli" inventarsi una violazione russa dei territori europei o altro per giustificare un intervento armato davanti alle loro opinioni pubbliche facilmente manipolabili. Non dimentichiamoci che una guerra ha anche un post-guerra che si chiama ricostruzione, che in un clima di costante crisi economica sarebbe un'opportunità. Si direte che è fantapolitica, è possibile, ma la politica non è mai trasparente.

Per chiudere questa banale riflessione fantasiosa, cosa dovrebbe proporre l'Europa a Volodymyr Zelensky? L'ingresso nella NATO subito come garanzia di sicurezza, a condizione che ceda i territori occupati/conquistati dalla Russia in cambio della fine del conflitto. Questa non si chiama "pace giusta" ma negoziato per chiudere una contesa territoriale. Del resto Volodymyr Zelensky poteva evitare di bombardare i ribelli delle provincie russofane, o promulgare leggi per soffocare lo studio della lingua russa e della cultura Russa. Mi sembra che anche nella nostra europa abbiamo esempi come la Provincia del trentino (Adige)con un accordo del 1946 tra Italia ed Austria, ne è un esempio, e l'Italia ha salvaguardato la cultura e tradizione tedesca della provincia. Quindi per la pace si può cedere un territorio e rispettare la cultura e la tradizione di una popolazione frontaliera bilingua. Cosa che Volodymyr Zelensky non ha fatto. Ma l'Europa vuole la guerra. Per questo ben venga Trump con i suoi modi.




sabato 11 gennaio 2025

L'evasione fiscale


Tutta la classe politica dibatte alternativamente la questione dell'infedeltà dei contribuenti lamentando una elevata evasione fiscale che caratterizza l'Italia, in particolare degli imprenditori, artigiani e liberi professionisti, causa di una limita capacità di erogare servizi da parte dello stato, determinando un incremento della spesa pubblica  che grava solo sui poveri dipendenti del settore privato e pubblico. Questa è la narrazione.

Tuttavia nessun politico assume le proprie responsabilità dell'aumento della spesa pubblica per favorire le loro clientele, spesa che contribuisce all'aumento degli interessi passivi sul debito italiano. Perché, anziché ingegnarsi con le alchimie per far quadrare i conti con diminuzioni dello 0,01% e contemporaneamente l'aumento di ulteriori oneri a carico dei cittadini, non studiano tagli lineari alla spesa pubblica? Ogni livello pubblico, governativo, regionale, provinciale, comunale, oltre che enti vari, nasconde costi inutili. Spese dei parlamentari ( in modo bipartisan hanno tentano ,raddoppiando, di aumentare i finanziamenti ai partiti), spese ministeriali (abuso di auto di rappresentanza ed altro), spese sostenute dalle Regioni e dagli Enti locali. Non mi riferisco alla riduzione degli stanziamenti ai servizi (scuola, sociale, sanità, casa, sicurezza ecc), ma alle modalità di spesa. Spese prive di controllo. Sappiamo che il ricorso alle gare di appalto, l'affidamento alle cooperative di taluni servizi ( quale per esempio il servizio di prenotazione regionale per le prestazioni sanitarie, il sistema dell'accoglienza, ecc) ovvero il ricorso all'affidamento esterno dei servizi da parte delle amministrazioni ("costi" che favoriscono clientele locali), commissioni ecc, sono la causa vera  del debito fuori controllo. Anche se aumentiamo il prelievo o dovesse diminuire l'infedeltà fiscale, non si potrebbe rientrare dal debito.

Tutte queste spese che arricchiscono pochi a discapito di molti non sono assolutamente toccate dai propositi dei nostri politici. Questi costi eccessivi vanificano il prelievo fiscale eccessivo, a fronte di  disservizi e di una burocrazia inefficiente, a fronte di molti privilegi. Se io contribuente devo retrocedere più del 50% in fiscalità allo stato (tra imposte dirette, indirette, e tasse amministrative ecc) è chiaro che se posso cerco di ingegnarmi a pagarne di meno. Se aggiungo che devo pagare le prestazioni sanitarie, perché il servizio sanitario non è efficiente, devo comprare i testi per studiare, interfacciarmi con le lungaggini della burocrazia, essere dissanguato dal costo degli affitti o del mutuo, oltre che sostenere le spese correnti, diventa "ETICO" e  " GIUSTO" cercare di ridurre il peso fiscale. E' un esito logico. 

I parla parla della politica (leader politici e sindacalisti) si lamentano dei salari bassi, ma si sono chiesti perché? Un'impresa oggi paga in salario in base a standard di mercato, perché il suo prodotto/servizio sia competitivo, e il business sia economicamente sostenibile. Quindi non è l'impresa  che da salari bassi. E' lo stato con il suo peso fiscale lascia meno margine al dipendente tra costi fiscali e contributivi. E' lo stato che per pagare i "costi occulti prodotti dalla politica" deve incrementare il prelievo  sui lavoratori. Similmente, se l'imprenditore non investe ulteriormente nella sua impresa, è perché tra anticipi e saldi, il prelievo fiscale non lascia nelle mani dell'imprenditore la liquidità necessaria. 

Ad aggravare il quadro complessivo c'è stata anche la scelta idiota di aderire all'Euro (epoca Prodi) che ha impoverito la classe media - bassa a vantaggio dei gruppi finanziari. Oggi il nostro paese, grazie a quella classe politica, è ostaggio finanziario della UE e fino ad oggi benefici non ne  abbiamo avuto se non l'indebitamento. Era certamente preferibile rimanere con la LIra (moneta nazionale) anche al costo di avere un'inflazione più alta battendo moneta, come il Giappone ed altri paesi con moneta sovrana insegnano. 

Quindi chi si dimostra "infedele" con l'amministrazione fiscale non sbaglia, salvo che la classe politica dia il primo segnale di riduzione della spesa pubblica, che la pubblica amministrazione funzioni, e che i servizi  funzionino, la sanità in primis. Il patto tra cittadini e stato è stato tradito prima ancora dalla stato nella declinazione della sua classe dirigente. E fino a quando la classe dirigente non si attiverà a ridurre i costi e a fornire servizi efficienti, chi riesce a  pagare meno tasse è un EROE.

mercoledì 1 gennaio 2025

L'eredità del 2024 ed il futuro



Auguri a tutti i lettori di un buon inizio anno

Brindiamo al nuovo anno, ma non rilassiamoci e cerchiamo di vedere con realismo le prospettive future. Non possiamo non ricordare che il 2025 è iniziato con scenari internazionali  che non ci aiutano ad avere fiducia nel futuro, eredità del 2023 e del 2024. 

Da una parte abbiamo la guerra Russo - Ucraina a seguito dell'aggressione russa, che dopo due anni, e le velleitarie ambizioni della UE di piegare Putin armando l'Ucraina, e dopo tanti morti civili (si stima più di 10.000 tra i quali bambini, donne ed anziani) e più di 50.000 militari russi morti e più di 80,000 militari ucraini morti (fonti non attendibili), è in una fase di stallo con una significativa  avanzata russa. Ricordo che alla fine del 2023 i media e la classe dirigente europea mentivano spudoratamente dicendo che dopo pochi mesi la Russia avrebbe capitolato. Putin non doveva vincere.  Il risultato? La Russia acquista territori, i morti aumentano, ed oggi si parla  di pace in cambio di territorio, e i paesi Europei in una profonda crisi, perché le sanzioni contro la Russia hanno prodotto solo una crisi economia nelle nostre democrazie. Chi ci ha guadagnato? L'industria degli armamenti. Infatti questa guerra avrebbe avuto una possibilità di successo solo se i paesi europei entravano direttamente in guerra a difesa dell'ucraina, come fu fatto durante la prima e seconda guerra mondiale. Aveva certamente ragione il realismo di Macron che sosteneva la necessità di inviare truppe. Contro questa guerra e per i popoli ucraino e russo è  mancato il "pacifismo", nessuno è sceso in piazza per promuovere n tavolo di pace tra Russia ed Ucraina, nessun Rettore universitario  e nessuna istituzione accademica si  è attivata per la pace, nessun sindacato e nessuna associazione LGBT, femministe ecc ha mai promosso sit in difronte all'ambasciata russa ecc. L'arcipelago variopinto dei pacifisti oltre a limitarsi a dichiarare in varie occasioni la necessità di una politica negoziale, non si è mossa lungo le strade europee. La guerra è stata considerata giusta, perché l'aggressore Putin era un dittatore ed andava punito, ma nessun Leader europeo ha avuto il coraggio e l'onestà intellettuale di Macron, perché avrebbero avuto l'ostilità delle opinioni pubbliche democratiche, che oggi non avrebbero potuto brindare al 2025. 

Cosa dire dell'altro scenario, la guerra in Medio-oriente? Il 07-10-2023 con il massacro di Hamas nei kibbutzum lungo il confine con Gaza e la presa di 200 ostaggi israeliani tra cui bambini ed anziani, i terroristi palestinesi hanno iniziato una nuova guerra araba(palestinese)-israeliana. Una guerra che potrebbe terminare in qualunque momento se i palestinesi  rilasciassero gli ostaggi, che prosegue tutt'oggi, dopo un anno, per scelta degli stessi palestinesi. Non sappiamo se per un errore di valutazione in quanto pensavano che gli Hezbollah, sostenuti dall'Iran avrebbero attaccato (anche lungo il confine del libano sono stati trovati tunnel), e che che gli USA di Jon Biden più morbido ed interessato a mantenere la Leadership nel medio oriente, avrebbe indotto Israele a più miti consigli, qualora il bliz di Hamas non avesse prodotto il risultato sperato. Oppure speravano che i gruppi jihadisti sparsi nel mondo arabo ed occidentale avrebbero preso l'iniziativa. E' difficile comprendere cosa avessero pianificato, ma di certo non hanno ottenuto la la liberazione della Palestina dalla riva al mare, ma l'uccisione da parte di Israele dei leader di hamas e Hezbollah il controllo militare da parte di Israele di Gaza e del Sud del Libano, l'indebolimento dell'Iran e la caduta del regime siriano. Certo che oggi l'utopia dei governi occidentali di 2 popoli e 2 stati è deragliata ancora una volta a causa dei "palestinesi". Israele è sempre li, ed anche in questo caso le sanzioni di alcuni paesi europei quali spagna, Francia, Irlanda, Inghilterra ecc non hanno esordito il loro effetto. Israele è una potenza tecnologica matura che può fare a meno delle ritorsioni degli altri paesi. Tuttavia questa guerra araba-israeliana ha avuto il merito di risvegliare l'antisemitismo/sionismo in occidente, ed il sentimento pacifista sostenuto con boicottaggi da parte delle università, proteste e violenze nelle strade e nelle piazze in nome della pace STOP AL GENOCIDIO in nome di una manipolazione della verità da parte di Hamas grazie al supporto di associazioni palestinesi infiltrate da Hamas.

Rimane in sospeso lo scenario in oriente con la questione della pretesa annessione di Taiwan da parte della Cina, con prove muscolari tra la Cina, la Corea del Nord e gli USA. Potrebbe essere la sorpresa del 2025? Non lo sappiamo; ma non possiamo ignorare che anche l'area del pacifico è in ebollizione con tensioni mai sopite e politiche espansionistiche da parte della Cina e degli USA. Questa è una pagina ancora da scrivere.

Ricordiamoci che questi scenari unitamente alla crisi economica, alla povertà diffusa in intere aree della terra non sono rassicuranti. Oggi più che mai siamo chiamati a non seguire le Leadership politiche con fiducia, ma di mettere in dubbio ogni cosa perché fino ad oggi hanno dimostrato di mentire e le loro menzogne portano a tragedie per i popoli che diventano vittime inconsapevoli dei loro giochi.


mercoledì 27 novembre 2024

Parashat Vaierà, Genesi 17,1 - 22,24

 



Quale prezzo siamo disposti a pagare per i nostri obiettivi?

Quando desideriamo qualcosa ci poniamo mai la domanda quale prezzo siamo disposti a pagare? Ovviamente non si parla  di beni che sono generalmente quotati, ma parliamo di obiettivi che desideriamo raggiungere, ovvero del prezzo, in termini di sacrifici personali, che siamo disposti a pagare per raggiugere quell'obiettivo desiderato. Tanto è impossibile e desiderato l'obiettivo, tanto elevato è il prezzo che dobbiamo essere disposti a pagare. Spesso chi ci pone il dilemma della scelta non vuole il nostro sacrificio, ma la nostra attitudine e consapevolezza a sacrificarci. Perché è importante non esitare ed essere pronti a pagare il prezzo? Perché ciò dimostra la nostra motivazione, quella motivazione che è l'unica cosa che ci consente di ottenere quello che vogliamo. Cosi nella storia di Abramo vediamo che il desiderio era avere una "progenie" ovvero un figlio. Cosa impediva ad Abramo di avere un figlio? L'età e la sterilità della moglie: (Genesi 17:17..Nascerà un figlio a un uomo di cento anni? e Sara, che ha novant'anni, partorirà forse?”). Ora sappiamo che Abramo, spinto dalla moglie Sara, sterile, ricorse, su suggerimento della moglie stessa, ad una gravidanza surrogata, concependo un figlio "Ismaele" con la sua serva. Ciò dimostra quanto fosse complessa la situazione (progenie significava anche a chi dare l'eredità) e come Abramo non fosse sostenuto dalla moglie che non credette alla possibilità di concepire un figlio, secondo la promessa che D-O fece ad Abramo. 

Cosa significa questo atto di debolezza? Che è possibile nel nostro cammino sbagliare e perdere di vista la speranza e l'obiettivo, ma è altrettanto possibile che la speranza animata dalla ricerca del Trascendente (D-O)ci dia la forza di riprendere il cammino. Tuttavia è chiaro che ogni sbaglio ha delle conseguenze che siamo chiamati a gestire anche quando riprendiamo a percorrere la strada segnata; la scelta sbagliata, il concepimento surrogato con la serva, avrà delle conseguenze, delle tensioni, delle implicazioni per il futuro, e saremo chiamati a proseguire il cammino verso l'obiettivo gestendo anche le complicazioni sorte dalla scelta sbagliata. Ciò comporterà più sacrifici.

L'incontro con D-O comporta il superamento dei limiti della natura(la sterilità) e del tempo (l'età), solo superando nelle nostre aspettative questi limiti possiamo trovare la forza e la volontà di essere protagonisti di un miracolo, ed una sfida ulteriore, quella della conoscenza (Genesi 18: 17 L'Eterno disse: “Nasconderò io ad Abraamo quello che sto per fare). Saremo chiamati a misurarci con gli eventi che apparentemente non sono collegati al nostro "sogno" obiettivo, salvo scoprire che nel futuro, l'azione positiva che faremo. E' emblematico che Abramo davanti alla notizia dell'imminente distruzione di Sodoma si preoccupò anche dell'altro, di chi non conosceva, come dimostra l'intermediazione in Genesi 18: 23 E Abraamo si avvicinò e disse: “Farai tu perire il giusto insieme con l'empio?. Non possiamo vivere come se fossimo soli, il nostro cammino dipende anche da come noi ci interessiamo degli altri, l'altro è la misura di come noi siamo connessi con il trascende, e prendiamo consapevolezza che non siamo isole. Quanto ci prendiamo cura dell'altro?

 


Lettera aperta al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni

Gentile Presidente

Certamente Lei ha il primato di essere la prima donna a ricoprire questa carica, e Le riconosco grande competenza e grandi capacità. Tuttavia il CDX di cui Lei è espressione, dimostra di non avere una classe politica adeguata: prima Il deputato di Fratelli d'Italia Emanuele Pozzolo che ferisce un agente  di scorta di Del Mastro ad una festa di capodanno, poi l'ex ministro Gennaro Sangiuliano con la relazione  consulente mancata del ministero Maria Rosaria Boccia, poi il video del ministro Valditara con la inopportuna polemica sul patriarcato durante la presentazione della Fondazione intitolata a Giulia Cecchettin, le esternazioni di Salvini, non parliamo di La Russa e la sua esternazione sulla strage di Via Rasella , solo per citare i più emblematici, non fanno onore al centrodestra, ma soprattutto a Lei, perché la responsabilità della scelta è Sua. Un leader deve scegliere persone adeguate al loro ruolo. E' chiaro che con questa mediocrità i giornalisti ed i conduttori di riferimento della sinistra, esperti di manipolazione e filosofia del linguaggio hanno gioco facile, inchiodando gli italiani in stupide ed inutili dissertazioni, invece di affrontare nel merito i veri problemi che abbiamo. 

Ciò premesso sig. Presidente, le faccio osservare che Lei ha condotto una campagna elettorale rastrellando voti su temi cari alla suo elettorato che puntualmente sta disattendendo, ovvero ha assunto impegni che non può mantenere quali la fiscalità, la sicurezza e il blocco dell'immigrazione. Su questi temi lei perderà le prossime elezioni, perché il problema è l'Europa a trazione centro-sinistra con le sue folli politiche green, sull'immigrazione e la guerra contro la Russia. 

Lei ha tradito le uniche istanze che avevano senso, NO EURO, NO UE, e si è impegnata a governare un paese con un forte debito pubblico non riducibile, con un Presidente della Repubblica espressione della sinistra e una magistratura orientata dalle sinistre. Con questo contesto non può che fallire l'obiettivo. 

Concludo consigliandole di assumere un "consulente per la comunicazione" per i suoi uomini in modo che parlino con saggezza e postura istituzionale.

Erminio Petronio


I PROBLEMI DEL CITTADINO: LE STRADE

  Percorrere le nostre strade, spesso, significa fare un safari, e passeggiando sui marciapiedi si rischia di inciampare, immagino le donne ...