sabato 11 gennaio 2025

L'evasione fiscale


Tutta la classe politica dibatte alternativamente la questione dell'infedeltà dei contribuenti lamentando una elevata evasione fiscale che caratterizza l'Italia, in particolare degli imprenditori, artigiani e liberi professionisti, causa di una limita capacità di erogare servizi da parte dello stato, determinando un incremento della spesa pubblica  che grava solo sui poveri dipendenti del settore privato e pubblico. Questa è la narrazione.

Tuttavia nessun politico assume le proprie responsabilità dell'aumento della spesa pubblica per favorire le loro clientele, spesa che contribuisce all'aumento degli interessi passivi sul debito italiano. Perché, anziché ingegnarsi con le alchimie per far quadrare i conti con diminuzioni dello 0,01% e contemporaneamente l'aumento di ulteriori oneri a carico dei cittadini, non studiano tagli lineari alla spesa pubblica? Ogni livello pubblico, governativo, regionale, provinciale, comunale, oltre che enti vari, nasconde costi inutili. Spese dei parlamentari ( in modo bipartisan hanno tentano ,raddoppiando, di aumentare i finanziamenti ai partiti), spese ministeriali (abuso di auto di rappresentanza ed altro), spese sostenute dalle Regioni e dagli Enti locali. Non mi riferisco alla riduzione degli stanziamenti ai servizi (scuola, sociale, sanità, casa, sicurezza ecc), ma alle modalità di spesa. Spese prive di controllo. Sappiamo che il ricorso alle gare di appalto, l'affidamento alle cooperative di taluni servizi ( quale per esempio il servizio di prenotazione regionale per le prestazioni sanitarie, il sistema dell'accoglienza, ecc) ovvero il ricorso all'affidamento esterno dei servizi da parte delle amministrazioni ("costi" che favoriscono clientele locali), commissioni ecc, sono la causa vera  del debito fuori controllo. Anche se aumentiamo il prelievo o dovesse diminuire l'infedeltà fiscale, non si potrebbe rientrare dal debito.

Tutte queste spese che arricchiscono pochi a discapito di molti non sono assolutamente toccate dai propositi dei nostri politici. Questi costi eccessivi vanificano il prelievo fiscale eccessivo, a fronte di  disservizi e di una burocrazia inefficiente, a fronte di molti privilegi. Se io contribuente devo retrocedere più del 50% in fiscalità allo stato (tra imposte dirette, indirette, e tasse amministrative ecc) è chiaro che se posso cerco di ingegnarmi a pagarne di meno. Se aggiungo che devo pagare le prestazioni sanitarie, perché il servizio sanitario non è efficiente, devo comprare i testi per studiare, interfacciarmi con le lungaggini della burocrazia, essere dissanguato dal costo degli affitti o del mutuo, oltre che sostenere le spese correnti, diventa "ETICO" e  " GIUSTO" cercare di ridurre il peso fiscale. E' un esito logico. 

I parla parla della politica (leader politici e sindacalisti) si lamentano dei salari bassi, ma si sono chiesti perché? Un'impresa oggi paga in salario in base a standard di mercato, perché il suo prodotto/servizio sia competitivo, e il business sia economicamente sostenibile. Quindi non è l'impresa  che da salari bassi. E' lo stato con il suo peso fiscale lascia meno margine al dipendente tra costi fiscali e contributivi. E' lo stato che per pagare i "costi occulti prodotti dalla politica" deve incrementare il prelievo  sui lavoratori. Similmente, se l'imprenditore non investe ulteriormente nella sua impresa, è perché tra anticipi e saldi, il prelievo fiscale non lascia nelle mani dell'imprenditore la liquidità necessaria. 

Ad aggravare il quadro complessivo c'è stata anche la scelta idiota di aderire all'Euro (epoca Prodi) che ha impoverito la classe media - bassa a vantaggio dei gruppi finanziari. Oggi il nostro paese, grazie a quella classe politica, è ostaggio finanziario della UE e fino ad oggi benefici non ne  abbiamo avuto se non l'indebitamento. Era certamente preferibile rimanere con la LIra (moneta nazionale) anche al costo di avere un'inflazione più alta battendo moneta, come il Giappone ed altri paesi con moneta sovrana insegnano. 

Quindi chi si dimostra "infedele" con l'amministrazione fiscale non sbaglia, salvo che la classe politica dia il primo segnale di riduzione della spesa pubblica, che la pubblica amministrazione funzioni, e che i servizi  funzionino, la sanità in primis. Il patto tra cittadini e stato è stato tradito prima ancora dalla stato nella declinazione della sua classe dirigente. E fino a quando la classe dirigente non si attiverà a ridurre i costi e a fornire servizi efficienti, chi riesce a  pagare meno tasse è un EROE.

mercoledì 1 gennaio 2025

L'eredità del 2024 ed il futuro



Auguri a tutti i lettori di un buon inizio anno

Brindiamo al nuovo anno, ma non rilassiamoci e cerchiamo di vedere con realismo le prospettive future. Non possiamo non ricordare che il 2025 è iniziato con scenari internazionali  che non ci aiutano ad avere fiducia nel futuro, eredità del 2023 e del 2024. 

Da una parte abbiamo la guerra Russo - Ucraina a seguito dell'aggressione russa, che dopo due anni, e le velleitarie ambizioni della UE di piegare Putin armando l'Ucraina, e dopo tanti morti civili (si stima più di 10.000 tra i quali bambini, donne ed anziani) e più di 50.000 militari russi morti e più di 80,000 militari ucraini morti (fonti non attendibili), è in una fase di stallo con una significativa  avanzata russa. Ricordo che alla fine del 2023 i media e la classe dirigente europea mentivano spudoratamente dicendo che dopo pochi mesi la Russia avrebbe capitolato. Putin non doveva vincere.  Il risultato? La Russia acquista territori, i morti aumentano, ed oggi si parla  di pace in cambio di territorio, e i paesi Europei in una profonda crisi, perché le sanzioni contro la Russia hanno prodotto solo una crisi economia nelle nostre democrazie. Chi ci ha guadagnato? L'industria degli armamenti. Infatti questa guerra avrebbe avuto una possibilità di successo solo se i paesi europei entravano direttamente in guerra a difesa dell'ucraina, come fu fatto durante la prima e seconda guerra mondiale. Aveva certamente ragione il realismo di Macron che sosteneva la necessità di inviare truppe. Contro questa guerra e per i popoli ucraino e russo è  mancato il "pacifismo", nessuno è sceso in piazza per promuovere n tavolo di pace tra Russia ed Ucraina, nessun Rettore universitario  e nessuna istituzione accademica si  è attivata per la pace, nessun sindacato e nessuna associazione LGBT, femministe ecc ha mai promosso sit in difronte all'ambasciata russa ecc. L'arcipelago variopinto dei pacifisti oltre a limitarsi a dichiarare in varie occasioni la necessità di una politica negoziale, non si è mossa lungo le strade europee. La guerra è stata considerata giusta, perché l'aggressore Putin era un dittatore ed andava punito, ma nessun Leader europeo ha avuto il coraggio e l'onestà intellettuale di Macron, perché avrebbero avuto l'ostilità delle opinioni pubbliche democratiche, che oggi non avrebbero potuto brindare al 2025. 

Cosa dire dell'altro scenario, la guerra in Medio-oriente? Il 07-10-2023 con il massacro di Hamas nei kibbutzum lungo il confine con Gaza e la presa di 200 ostaggi israeliani tra cui bambini ed anziani, i terroristi palestinesi hanno iniziato una nuova guerra araba(palestinese)-israeliana. Una guerra che potrebbe terminare in qualunque momento se i palestinesi  rilasciassero gli ostaggi, che prosegue tutt'oggi, dopo un anno, per scelta degli stessi palestinesi. Non sappiamo se per un errore di valutazione in quanto pensavano che gli Hezbollah, sostenuti dall'Iran avrebbero attaccato (anche lungo il confine del libano sono stati trovati tunnel), e che che gli USA di Jon Biden più morbido ed interessato a mantenere la Leadership nel medio oriente, avrebbe indotto Israele a più miti consigli, qualora il bliz di Hamas non avesse prodotto il risultato sperato. Oppure speravano che i gruppi jihadisti sparsi nel mondo arabo ed occidentale avrebbero preso l'iniziativa. E' difficile comprendere cosa avessero pianificato, ma di certo non hanno ottenuto la la liberazione della Palestina dalla riva al mare, ma l'uccisione da parte di Israele dei leader di hamas e Hezbollah il controllo militare da parte di Israele di Gaza e del Sud del Libano, l'indebolimento dell'Iran e la caduta del regime siriano. Certo che oggi l'utopia dei governi occidentali di 2 popoli e 2 stati è deragliata ancora una volta a causa dei "palestinesi". Israele è sempre li, ed anche in questo caso le sanzioni di alcuni paesi europei quali spagna, Francia, Irlanda, Inghilterra ecc non hanno esordito il loro effetto. Israele è una potenza tecnologica matura che può fare a meno delle ritorsioni degli altri paesi. Tuttavia questa guerra araba-israeliana ha avuto il merito di risvegliare l'antisemitismo/sionismo in occidente, ed il sentimento pacifista sostenuto con boicottaggi da parte delle università, proteste e violenze nelle strade e nelle piazze in nome della pace STOP AL GENOCIDIO in nome di una manipolazione della verità da parte di Hamas grazie al supporto di associazioni palestinesi infiltrate da Hamas.

Rimane in sospeso lo scenario in oriente con la questione della pretesa annessione di Taiwan da parte della Cina, con prove muscolari tra la Cina, la Corea del Nord e gli USA. Potrebbe essere la sorpresa del 2025? Non lo sappiamo; ma non possiamo ignorare che anche l'area del pacifico è in ebollizione con tensioni mai sopite e politiche espansionistiche da parte della Cina e degli USA. Questa è una pagina ancora da scrivere.

Ricordiamoci che questi scenari unitamente alla crisi economica, alla povertà diffusa in intere aree della terra non sono rassicuranti. Oggi più che mai siamo chiamati a non seguire le Leadership politiche con fiducia, ma di mettere in dubbio ogni cosa perché fino ad oggi hanno dimostrato di mentire e le loro menzogne portano a tragedie per i popoli che diventano vittime inconsapevoli dei loro giochi.


mercoledì 27 novembre 2024

Parashat Vaierà, Genesi 17,1 - 22,24

 



Quale prezzo siamo disposti a pagare per i nostri obiettivi?

Quando desideriamo qualcosa ci poniamo mai la domanda quale prezzo siamo disposti a pagare? Ovviamente non si parla  di beni che sono generalmente quotati, ma parliamo di obiettivi che desideriamo raggiungere, ovvero del prezzo, in termini di sacrifici personali, che siamo disposti a pagare per raggiugere quell'obiettivo desiderato. Tanto è impossibile e desiderato l'obiettivo, tanto elevato è il prezzo che dobbiamo essere disposti a pagare. Spesso chi ci pone il dilemma della scelta non vuole il nostro sacrificio, ma la nostra attitudine e consapevolezza a sacrificarci. Perché è importante non esitare ed essere pronti a pagare il prezzo? Perché ciò dimostra la nostra motivazione, quella motivazione che è l'unica cosa che ci consente di ottenere quello che vogliamo. Cosi nella storia di Abramo vediamo che il desiderio era avere una "progenie" ovvero un figlio. Cosa impediva ad Abramo di avere un figlio? L'età e la sterilità della moglie: (Genesi 17:17..Nascerà un figlio a un uomo di cento anni? e Sara, che ha novant'anni, partorirà forse?”). Ora sappiamo che Abramo, spinto dalla moglie Sara, sterile, ricorse, su suggerimento della moglie stessa, ad una gravidanza surrogata, concependo un figlio "Ismaele" con la sua serva. Ciò dimostra quanto fosse complessa la situazione (progenie significava anche a chi dare l'eredità) e come Abramo non fosse sostenuto dalla moglie che non credette alla possibilità di concepire un figlio, secondo la promessa che D-O fece ad Abramo. 

Cosa significa questo atto di debolezza? Che è possibile nel nostro cammino sbagliare e perdere di vista la speranza e l'obiettivo, ma è altrettanto possibile che la speranza animata dalla ricerca del Trascendente (D-O)ci dia la forza di riprendere il cammino. Tuttavia è chiaro che ogni sbaglio ha delle conseguenze che siamo chiamati a gestire anche quando riprendiamo a percorrere la strada segnata; la scelta sbagliata, il concepimento surrogato con la serva, avrà delle conseguenze, delle tensioni, delle implicazioni per il futuro, e saremo chiamati a proseguire il cammino verso l'obiettivo gestendo anche le complicazioni sorte dalla scelta sbagliata. Ciò comporterà più sacrifici.

L'incontro con D-O comporta il superamento dei limiti della natura(la sterilità) e del tempo (l'età), solo superando nelle nostre aspettative questi limiti possiamo trovare la forza e la volontà di essere protagonisti di un miracolo, ed una sfida ulteriore, quella della conoscenza (Genesi 18: 17 L'Eterno disse: “Nasconderò io ad Abraamo quello che sto per fare). Saremo chiamati a misurarci con gli eventi che apparentemente non sono collegati al nostro "sogno" obiettivo, salvo scoprire che nel futuro, l'azione positiva che faremo. E' emblematico che Abramo davanti alla notizia dell'imminente distruzione di Sodoma si preoccupò anche dell'altro, di chi non conosceva, come dimostra l'intermediazione in Genesi 18: 23 E Abraamo si avvicinò e disse: “Farai tu perire il giusto insieme con l'empio?. Non possiamo vivere come se fossimo soli, il nostro cammino dipende anche da come noi ci interessiamo degli altri, l'altro è la misura di come noi siamo connessi con il trascende, e prendiamo consapevolezza che non siamo isole. Quanto ci prendiamo cura dell'altro?

 


Lettera aperta al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni

Gentile Presidente,

Lei ha il merito di essere la prima donna a ricoprire questa prestigiosa carica, e Le riconosco competenza e determinazione. Tuttavia, il centrodestra di cui Lei è espressione mostra, in più occasioni, limiti evidenti nella qualità della propria classe dirigente.

Gli episodi sono sotto gli occhi di tutti: il deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo che ferisce un agente di scorta durante una festa di Capodanno, l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e la vicenda legata alla consulente Maria Rosaria Boccia, il video del ministro Valditara con l’inopportuna polemica sul patriarcato in occasione della presentazione della Fondazione intitolata a Giulia Cecchettin, le uscite del vicepremier Salvini e, non ultima, la controversa dichiarazione del Presidente del Senato La Russa sulla strage di Via Rasella. Episodi che, al di là delle singole responsabilità, finiscono per riflettersi su di Lei, perché un leader viene giudicato anche dalla squadra che sceglie.

Con una classe politica di questo livello, i giornalisti e i conduttori di area progressista – esperti di comunicazione e narrazione – hanno gioco facile nel spostare il dibattito pubblico su polemiche sterili, anziché affrontare i veri problemi del Paese.

Inoltre, mi permetto di osservare che la campagna elettorale che l’ha portata a Palazzo Chigi è stata condotta su temi centrali per il Suo elettorato – fiscalità, sicurezza, blocco dell’immigrazione – ma su questi fronti i risultati tardano ad arrivare. Senza un cambio di passo, saranno proprio questi i temi su cui il Suo Governo rischia di perdere consenso alle prossime elezioni.

Il vero nodo, a mio avviso, è l’Europa: una UE a trazione centro-sinistra che impone politiche green penalizzanti, una gestione dell’immigrazione inefficace e un approccio alla guerra in Ucraina che ci trascina in una spirale di tensione. In questo contesto Lei ha abbandonato le uniche battaglie che avrebbero potuto rappresentare un vero cambio di paradigma – No Euro, No UE – e si trova ora a governare un Paese gravato da un debito pubblico difficilmente riducibile, con un Presidente della Repubblica espressione della sinistra e una magistratura percepita come politicamente orientata.

Alla luce di quanto sopra, mi permetto un suggerimento: doti i Suoi ministri e collaboratori di un serio consulente per la comunicazione, che li aiuti a parlare con saggezza e a mantenere una postura istituzionale adeguata al ruolo.

Con osservanza,

Erminio Petronio

venerdì 22 novembre 2024

Parashat Lech lechà Genesi 12,1 - 16,16





TEMA

  • Il cammino di Abramo Genesi 12-13
  • La liberazione di Lot e la promessa Genesi 14-15
  • Il figlio Ismaele Genesi 16

Quando siamo  chiamati ad elevarci per crescere

La storia di Abramo, il primo patriarca degli ebrei è la storia di un percorso iniziatico finalizzato all'elevazione di "SE". Genesi 1 Il Signore disse ad Abram: «Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. 2 Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. 3 Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra». 4 Allora Abram partì,.....

Il cammino per elevarci comincia con una presa di coscienza di "Se", solo quando prendiamo consapevolezza di chi siamo possiamo intraprendere il cammino della nostra vita. Un cammino di cui non conosciamo la destinazione ma solo da dove partiamo. Qui si sviluppa tutta l'epopea dell'uomo già anticipata anche in Genesi 2:24 è scritto:...Quindi è che uno lascia suo padre e sua madre, e si attacca [con affetto costante] a sua moglie, e divengono una sola persona....Qui parliamo di acquisire consapevolezza mediante il "distacco" dalla famiglia, dalla abitudini, da tutto l'ambiente che ci limita. Con questo distacco comincia un percorso di crescita ed elevazione dell'individuo.

La storia di Abramo è la storia di ogni essere umano, e la terra promessa è ciò che vogliamo realizzare, che possiamo realizzarlo perché lo abbiamo visto, pensato, ma che per realizzarlo è necessario superare tappe fatte di comprensioni, di delusioni, di sconfitte, di vittorie ecc. Ogni tappa della nostra vita richiede una "decisione" e la decisione può essere sbagliata o giusta, e ciò dipende dalle nostre valutazioni. Una decisione giusta può spingerci  avanti, ma una decisione sbagliata può costituire un'opportunità. Vedere gli errori come opportunità è ciò che ci insegna la vita di Abramo.

La chiave del successo è la "trascendenza". E' scritto: Abramo Lì ( si fermo) costruì un altare al Signore e invocò il nome del Signore.  Ci sono momenti della vita, durante il nostro cammino che dobbiamo fermarci e riflettere, ma con chi? Con noi stessi (autoreferenziarsi) o ci dobbiamo confrontare con la trascendenza (D-O)? Chiaro che chi rigetta l'immagine di D-O si deve autoreferenziare, ed in questo caso rischia di sbagliare, rispetto a chi contempla il trascendente, che ha la possibilità di confrontarsi con l'univesalità. Abramo insegna che la "fede" nel trascendente è una risorsa perché non lascia l'individuo solo davanti all'ignoto.

La paura (Genesi 11 "..e mi uccideranno""), la contesa intestina (Genesi 13:8  E Abramo disse a Lot: “Ti prego, non ci sia contesa fra me e te.."),  scelte difficili la guerra (Genesi 14:14 " armò trecentodiciotto dei suoi più fidati servitori,"), le promesse dopo lo scoraggiamento (Genesi 15:1... sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima”), l'impossibilità di vedere realizzata la promessa (il sogno di una progenie Genesi 16:1 Ora Sarai, moglie di Abramo, non gli aveva dato figli".) In breve vediamo che il cammino verso un sogno diventa complicato e le diverse vicende della vita ci impongono "scelte" che spesso richiedono una fede nella visione che abbiamo.

Nel nostro cammino di elevazione siamo chiamati a superare la paura, le contese, a fare scelte difficili e spesso a vedere l'impossibilità dei nostri obiettivi, ma se saremo concentrati nella "promessa" che ci ha illuminato ed il nostre SE si connetterà al Trascendente che è in noi, di certo supereremo tutte le vicende del nostro cammino. 

Erminio David Petronio



giovedì 21 novembre 2024

Perché dobbiamo pagare le tasse?

 


In una società democratica è giusto pagare le tasse per permettere allo stato di assicurare i servizi ai propri cittadini e soprattutto a coloro che hanno un reddito medio basso. Questo principio è sancito anche nella costituzione italiana che dichiara che ognuno deve contribuire secondo le proprie capacità. E' un principio corretto, ma purtroppo viviamo in una società in cui l'egoismo la fa da leone e chi è ricco non è disposto a contribuire e quini elude il fisco, evade, o dimentica di pagare ciò che gli compete. L'Italia è il paese da una notevole elusione ed evasione fiscale, cosi dicono i nostri politici, e questo mantra lo sentiamo dichiarare in ogni programma politico durante le elezioni e da ogni partito di destra, di centro e di sinistra. A causa di questi evasori l'amministrazione non riesce a garantire ai meno fortunati i loro diritti, quali la salute, la casa, il lavoro, lo studio ecc. Chi sono gli evasori? Ovviamente i piccoli imprenditori, i liberi professionisti ecc, mentre i più ligi al dovere fiscale sono i dipendenti, coloro che percepiscono un reddito fisso con ritenuta fiscale alla fonte da parte del datore di lavoro.

Censurando comunque l'evasore, proviamo a vedere il problema sotto dal punto di vista degli imprenditori che negano questa lettura del problema e cerchiamo di capire perché questo mantra dell'evasione fiscale non è credibile. Gli imprenditori sono coloro che assumono il rischio dell'impresa in prima persona e si organizzano per fornire beni e servizi alla collettività. Ora l'imprenditore si lamenta dell'eccessivo prelievo fiscale (+ del 50% del reddito prodotto) in base a scaglioni ecc, a fronte di una burocrazia statale lenta e pesante, che non eroga servizi ma crea disagi. L'imprenditore deve pagare le tasse per una sanità che non funziona e spesso deve anticipare, se ha un'assicurazione, o pagare senza rimborso le prestazioni sanitarie,  per evitare le lungaggini che non può permettersi. L'imprenditore deve pagare le tasse ma non può avvalersi di un sistema di giustizia civile a tutela del suo credito (si dice che se hai torto vai dall'avvocato e se hai ragione accordati). Ma il paradosso è che il sistema italiano, nonostante l'alta tassazione, pretende pagamento di anticipi stimati e saldi, indipendentemente se l'impresa abbia incassato effettivamente. Lo stato a fronte del nulla pretende che l'imprenditore anticipi denari che non ha incassato. E' chiaro che cercare di non pagare o pagare di meno difronte ad un fisco iniquo è compensare, legittima difesa.

Si dichiara che a causa di coloro che evadono o omettono di pagare le tasse tutto il peso ricade suo dipendenti pubblici e privati, a reddito fisso. Mentre questa affermazione è certamente vera per i dipendenti delle aziende perché lo stipendio è pagato con il risultato economico delle imprese (fatturato), non è altrettanto vero per i dipendenti del pubblico, e delle imprese private ( esempio cooperative) che vivono prevalentemente di appalti, ovvero di servizi e beni venduti all'amministrazione dello stato, per amministratori comunali, regionali e ministeriali , sindacalisti ecc. Non è vero perché il loro stipendio è pagato a "debito", aumentando anno dopo anno il debito pubblico italiano. Ovvero stipendio e tasse sono pagati con le "cambiali-titoli di stato" che lo stato vende ai mercati (banche e finanziatori). Il loro stipendio non è il risultato di un servizio fatturato ma di una spesa a debito. E questo è una delle ragioni per cui il nostro indebitamento con i mercati cresce, perché nonostante le manovre economiche non si riesce a risanare con la fiscalità il buco del debito pubblico, che produce anche interessi su interessi. 

Ciò premesso, è chiaro che non riusciremo mai a ridurre il debito pubblico perché i Governi di destra come di sinistra non possono tagliare la spesa  perché alla spesa pubblica corrente sono legate le loro clientele (voti), per cui le piccole manovre dello 0,3% ecc di riduzione sono solo operazioni di facciata e rimane loro solo la strada dall'aumento della fiscalità ovvero della pressione fiscale. Tuttavia la pressione  fiscale ha come effetto l'aumento di coloro che non riescono a pagare il fisco (debitori) e/ o di coloro che cercano di eludere il fisco, evasori; inoltre il prelievo fiscale comprime la crescita dell'economia. Come si può definire immorale evitare il maggior prelievo quando la classe dirigente disperde risorse in spese pazze e compensi? Che cosa è più immorale, chi cerca di sopravvivere o chi scientificamente disperde le risorse finanziarie dello stato? Io credo che è più immorale chi disperde le poche risorse finanziarie dello stato in interessi propri se non nell'interesse della collettività, rispetto a chi deve sopravvivere alla quotidianità e cerca di pagare meno tasse.



giovedì 14 novembre 2024

Chi sono i palestinesi? Parte I



Per chi ignora la storia del medio-oriente o per chi è ideologicamente formattato per odiare gli ebrei.

I Palestinesi come popolo non sono mai esistiti perché sono "Arabi", semiti, come gli ebrei ma di un altro ramo abramitico (anche gli arabi musulmani dicono di discendere da Abramo, che abitavano nelle terre tra la Siria, Giordania ed Egitto (Wikipedia cita sbagliando la Palestina) . Gli arabi che abitavano queste terre erano politeisti e animisti. Gli ebrei si insediarono  come semiti essi stessi in questa terra che chiamavano Canaan. 

In questo periodo, fino all'anno 1000 a.C. circa, queste popolazioni-tribù beduine dedite alla pastorizia, all'agricoltura ed all'artigianato, governate da Re, erano in continua lotta tra loro. Gli ebrei anche lottarono contro di loro per ragioni religiose perché odiavano l'idolatria di questi popoli mentre loro portavano la rivelazione dell'Unico D-O.

Queste informazioni storiche sono anche reperibili sul sito della Lega Araba https://www.legaaraba.org/alqdus/indexQuds.htm : "All'inizio dell'era del bronzo, la tribù di Yebus, proveniente dal cuore della Penisola Araba nel 2300 avanti Cristo, fu la prima a costruire la città santa di Gerusalemme. Gli storici e gli archeologi tra cui Kathelin Mery Kenion, conosciuta come la signora dei ricercatori del ventesimo secolo, ha affermato che i primi fondatori di Al Quds furono arabi. Gli scavi archeologici hanno comunque dimostrato che le mura della città risalgono almeno a 1800 anni prima di Cristo, cioè ad almeno 800 anni prima della comparsa degli ebrei". Ancora dicono: "Gli storici affermano inoltre che gli Anbati(la cui capitale fu la bella città giordana di Petra), spesso in conflitto con gli Adomiti ,anche loro di origine araba, essi lasciarono la Penisola araba 500 anni avanti Cristo per stabilirsi nella la regione sud di Canaan che si estende dal mar Morto(un lago salato in Palestina) al mar Rosso, e costruissero un Regno che si estese dall'Eufrate al mar Rosso". Omettono di dire che in realtà tra queste popolazioni cera tutto il ceppo semita, tra cui gli ebrei. Infatti il testo riporta informazioni che sono riportate dalla Torah degli ebrei che cita gli stessi popoli.

Tuttavia, a dispetto di quanto affermano gli odiatori di Israele, loro lottavano solo se l'idolatria si manifestava nella terra che Abramo ricevette come promessa da D-O, e non avevano, e non hanno, alcun interesse a conquistare altri territori perché è loro proibito anche dalla Torah. Questa fu l'unica guerra di conquista che fecero. 

E' nell'anno 1000 a.C. che Re Davide conquisto Gerusalemme e ne fece la capitale del suo regno.  Prima la terra di Canaan era controllata dagli egiziani e quando vi giunsero gli ebrei nel 13 secolo a.C. era dominata dai Filistei, popolazione indoeuropea di origine dell'egeo e dell' Anatolia. Non arabi.

Quindi a conclusione di questa prima riflessione possiamo affermare che gli arabi e gli ebrei vivevano insieme sul medesimo territorio identificabile con l'odierna Siria, Giordania, Libano fino all'Egitto. Erano tribù che guerreggiavano tra loro, tra arabi stessi. Gli ebrei con Davide conquistarono Gerusalemme, abitata da una popolazione Araba, mentre il restante della terra di Canaan era abitata anche da popolazioni non arabe.

Durante il regno di Babilonia ( distrussero il primo Tempio costruito da re Salomone) ed Assiro nel 600 a.C. inizio la diaspora ebraica indeboliti a causa delle divisioni interne . La diaspora ebraica termina con la conquista di Babilonia da parte dei persiani che consentirono agli ebrei di Tornare a Canaan. Lo stato ebraico non esisteva più ed il potere era esercitato dai Sacerdoti.

Nel 300 a.C. Canaan è conquistata dai persiani e successivamente dai greci (Regno dei Tolomei). Sotto la conquista ellenica dei Seleucidi si tenta di ellenizzare i regni ebraici ma la rivolta dei Maccabei della tribù di giuda mette fine al regno dei Seleucidi per il rifiuto degli ebrei di assimilarsi alla cultura ellenica. Comunque lo stato ebraico si presentava diviso in dispute religiose tra Farisei, Sadducei e esseni). Fino a qui non esistevano i palestinesi.

Nel 60 a.C. l'impero Romano occupa il territorio ebraico della Giudea (no Palestina) e diventa una provincia romana. Anche in questa epoca assistiamo a rivolte e migrazioni degli ebrei, sempre per lo stesso motivo, il mantenimento dell'identità ebraica. Viene distrutto il II Tempio dai romani a causa delle rivolte ebraiche del 70 d.C.  Gerusalemme - Aelia Capitolina per i romani. Dalla conquista dei babilonesi a quella dei romani, si sviluppano le diaspore ebraiche in asia, africa, America, Europa ecc.

I romani chiamarono Canaan la terra dei filistei - Palashtu (non arabi ma antico popolo indoeuropeo ) come era identificata dagli scribi assiri. Il I sec. D.C. i romani piegarono il territorio della giudea, sotto l'imperatore Adriano, per cancellare l'identità ebraica imponendo alla provincia romana il nome di "Palestina". Questo nome fu attribuito alla terra di Israele per cancellare l'identità ebraica. Occorre a conclusione di questa parte osservare che fino al dominio dell'impero romano i palestinesi come popolo non esistevano ma solo arabi, ebrei e elleni. L'islam non esisteva, ma solo il monoteismo ebraico e l'idolatria praticata da Arabi, Romani e Greci. Questo è da comprendere perché il problema palestinese nasce con l'Islam.





ONU E L'IMPOSSIBILITA' DI GARANTIRE LA PACE Parte I

    All’indomani della Seconda guerra mondiale, la penisola coreana viene liberata dal dominio giapponese, ma la pace non porta all’unità. I...